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  • Giovanni Grazioli

Tra streaming e vinile: novità e questioni irrisolte

Si è da poco concluso il 73° Festival di Sanremo condotto e diretto da Amadeus. Se il successo di pubblico è stato tra i più alti nella storia, avranno altrettanto successo i brani proposti durante la kermesse? E come viene definito oggi il successo o meno di una canzone?

Il Festival di Sanremo è da poco giunto al termine. Amadeus, al suo quarto festival consecutivo, è riuscito a dare nuova linfa alla manifestazione proponendo un riuscito mix sia musicale sia di spettacolo vero e proprio.


La raccolta pubblicitaria ha sfiorato i 50 milioni di euro, record di sempre. Questa edizione è stata la più vista – relativamente allo share - dal 1995. Tenuto conto della continua riduzione della platea televisiva, questo risultato appare ancora più sorprendente.


Ciò che però è l’elemento più importante che ha caratterizzato i festival di Amadeus è il successo di gran parte dei brani presentati dagli artisti in gara. Alcuni brani dell’edizione 2022 risultavano ancora tra i primi posti della classifica FIMI a fine anno.


Brividi” – canzone vincitrice dell’edizione precedente del Festival – è stato il singolo più venduto del 2022, così come ottime posizioni hanno raggiunto “Dove Si Balla” di Dargen d’Amico (terza posizione) e “Farfalle” di Sangiovanni (quarta). “Sesso Occasionale” di Tananai – arrivato ultimo in classifica a Sanremo 2022 – ha accumulato quasi trentotto milioni di streams, arrivando al trentottesimo posto della classifica di FIMI.


Se la platea televisiva si è notevolmente ridotta rispetto all’edizione del 1995, anche il mercato discografico è però molto cambiato. L’avvento dello streaming ha rivoluzionato il metodo di rilevazione delle classifiche in tutto il mondo, prima esclusivamente redatte in base al numero di vendite di copie fisiche dei brani.


Il metodo che utilizza oggi FIMI è stato introdotto nel 2014. Un download digitale di un singolo equivale a 130 ascolti in streaming, e affinché un singolo venga certificato Oro è necessario che siano state rilevate 50.000 vendite. Si passa poi a 100.000 vendite per assegnare il “Disco di Platino”. Ottenere la certificazione di un brano è quindi più facile di un tempo, così come è più semplice raggiungere posizionamenti alti in classifica.


La medesima situazione si verifica anche in America, uno dei mercati di riferimento mondiali per la musica. La classifica di Billboard “Hot 100” viene infatti redatta tenendo conto di acquisti fisici o online, streaming e passaggi in radio dei singoli. Un peso maggiore viene dato agli streams ottenuti con profili premiuma pagamentorispetto a quelli supportati da pubblicità.


Oggi le vendite di brani rappresentano una quota assolutamente minoritaria, e la gran parte delle canzoni vengono ascoltate su piattaforme di streaming musicale. Quest’ultimo segmento rappresenta il 79% del mercato italiano, mentre le vendite fisiche hanno una quota pari al 19%, in costante declino.


L’unica inversione di tendenza viene registrata dalle vendite dei vinili, in continua crescita ormai da qualche anno. In Italia i vinili hanno avuto una crescita delle vendite pari al 17% nel primo semestre del 2022. Anche negli Stati Uniti i dischi in vinile che hanno avuto un incremento delle vendite – pari al 4,2% nel 2022 - con 43,46 milioni di copie vendute. Per il secondo anno consecutivo le vendite di vinili hanno superato quelle dei CD, anche se è curioso il fatto che solo la metà di chi acquista un disco in vinile possieda un giradischi per poterlo riprodurre.


Per ora il mercato continua a premiare lo streaming. È indubbio che le numerose piattaforme – Apple Music e Spotify su tutte – hanno reso accessibili a tutti milioni di brani ad un costo relativamente basso. Vi sono però anche alcuni lati negativi, uno su tutti la retribuzione che viene riconosciuta per ogni stream accumulato.

Spotify riconosce agli artisti una media di 0,0033$ per ogni stream, mentre Apple Music ne versa circa 0,01$.

Negli Stati Uniti e in Inghilterra diversi cantanti – Paul McCartney e Sting tra i tanti – si sono uniti per protestare contro i giganti dello streaming, lamentando riconoscimenti economici insufficienti. Vedremo se le piattaforme adotteranno un metodo di remunerazione più equo, così da rendere lo streaming un modello sostenibile sia per gli utenti sia per gli artisti.

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