• Diego Gasperotti

Trento, per il Nuovo Ospedale Trentino si dovrà aspettare ancora

La vicenda del NOT, l’opera che vanta il più grande appalto della storia provinciale, non ha trovato la sua conclusione. A causa di alcune discrepanze col bando, si sono rese necessarie delle modifiche al progetto vincitore. Nel frattempo incombe l’esito del ricorso presentato in Cassazione dalla ditta Pizzarotti, classificatasi seconda alla gara.

Al centro dell’immagine l’attuale ospedale di Trento, il Santa Chiara, visto dal parco Gocciadoro. ©Matteo Ianeselli/Wikimedia Commons/CC-BY-SA-4.0 & GFDL.

Il 3 marzo Guerrato ha presentato l’ultima delle sue proposte di modifica al progetto del nuovo ospedale di Trento. Per il parere definitivo della Conferenza dei servizi bisognerà dunque attendere che queste vengano analizzate e valutate.


Le modifiche si sono rese necessarie per rimediare ad alcune discrepanze tra le richieste del bando e le proposte del progetto vincitore. Questo fatto, oltre ad alimentare notevoli polemiche, rallenta ulteriormente l’iter di approvazione del nuovo ospedale, che si sperava di poter concludere entro febbraio 2022. Allo stato attuale il progetto di Guerrato vale oltre un miliardo di euro, fatto che rende l’appalto il più costoso della storia del Trentino (più della stessa circonvallazione).

“Il Santa Chiara non cade a pezzi, è chiaro, però non è il luogo più adatto per sviluppare progetti di sanità moderna”

ha dichiarato nel 2017 l’allora direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale, Paolo Bordon. Si ritiene infatti da tempo che l’attuale ospedale di Trento sia obsoleto. Per questo, oramai vent’anni fa sono iniziate le prime discussioni sull’opportunità di costruire una nuova struttura.

Foto di Lungoleno (CC BY-SA 4.0).

L’inizio delle procedure per l’affidamento dell’opera risale al 2011, con un bando che prevedeva la realizzazione del nuovo ospedale in via al Desert e mediante project financing. Conclusa la gara, il cantiere si ferma a causa del ricorso presentato dalle aziende escluse. Il TAR dà loro ragione per via di un’irregolarità commessa dalla Provincia.


In violazione del Codice degli appalti (articolo 84 comma 4) due membri della Commissione tecnica, rispettivamente l’ex dirigente del Dipartimento salute Livia Ferrario e l’ex direttore dell’Azienda sanitaria Luciano Flor, avevano anche contribuito a redigere il bando.


Il Consiglio di Stato (13 ottobre 2014) impone quindi la riammissione di tutti i partecipanti alla gara, che si deve rifare. Dopo alcuni tentennamenti, e la tentazione di spostare il Nuovo ospedale a Mattarello, la Provincia decide non di ripartire col bando originario, ma di pubblicarne uno nuovo. Questa volta la Giunta ritiene di abbandonare il project financing, e di aggiungere altre strutture all’opera prevista inizialmente.


La Provincia sceglie così un progetto vincitore, tra i 12 presentati, e trova un finanziamento da parte della Banca Europea di Investimento. Un nuovo ricorso però, presentato da una delle cordate partecipanti alla gara originaria, ferma tutto. A settembre 2017 il Consiglio di Stato annulla la revoca del primo bando, obbligando la Provincia a ripristinarlo e a ritirare il secondo.


E così avviene. La Commissione premia il progetto della ditta Guerrato spa di Rovigo. Ma l’ennesimo ricorso blocca ancora una volta l’opera. Pizzarotti, seconda alla gara, ravvisa la presenza di alcuni aspetti economici poco chiari nell’offerta vincitrice.


A ottobre 2020 il TAR le dà ragione, affidandole di conseguenza l’opera. Ed è la Guerrato questa volta a fare ricorso al Consiglio di Stato. Nel frattempo Pizzarotti deposita il progetto preliminare. Tutto si ferma però, perché ad aprile 2021 il ricorso di Guerrato viene accolto, e dunque l’appalto torna alla ditta di Rovigo.


Mentre Pizzarotti porta inevitabilmente il caso in Cassazione, la Guerrato presenta il suo progetto, del valore di circa 1,6 miliardi di euro. Emergono però i primi dubbi circa le discrepanze presenti tra il progetto e le richieste del bando, formulate sulla base delle esigenze del Sistema sanitario provinciale.


Si arriva così a marzo 2022, quando Guerrato, per ovviare a queste problematiche, invia l’ultima delle proposte di modifica al progetto, che la Conferenza dei servizi dovrà esaminare prima di esprimere un parere sull’opera. Il tutto mentre si attende anche il pronunciamento della Cassazione in merito al ricorso di Pizzarotti, che se accolto potrebbe fermare l’iter ancora una volta.


Gli strascichi giudiziari del Nuovo ospedale trentino non hanno però riguardato solo i ricorsi delle varie ditte coinvolte. La Procura della Corte dei conti si è infatti interessata al caso, e a ottobre 2019 ha ipotizzato un danno erariale stimato in oltre 236.000 euro per l’ex Giunta Dellai, colpevole di aver commesso le irregolarità nella composizione della Commissione tecnica che portarono all’annullamento della gara del 2011.


La vicenda ha avuto risalto nazionale, a causa sia della cifra richiesta, sia della notorietà dell’ex Presidente della Provincia Lorenzo Dellai. Più di recente, il risarcimento preteso dai membri dell’ex Giunta provinciale si è ridotto a circa 36.000 euro, in vista dell’ultimo grado di giudizio.


Nel frattempo, in attesa della conclusione delle vicende giudiziarie che bloccano da almeno un decennio il NOT, la Sanità provinciale è costretta a fare i conti con i limiti strutturali sempre più evidenti del vecchio ospedale Santa Chiara, che secondo alcuni costringono a frequenti interventi del costo di più di 500.000 euro l’uno.