• Giovanni Beber

La crisi del Libano

Nel 2020 il 68% dei cittadini libanesi intervistati dall’Arab Center for Research and Policy Studies sosteneva che la situazione economica e politica del proprio Paese fosse pessima.

Foto di Charbel Karam on Unsplash

L’esplosione al porto di Beirut del 4 agosto 2020, il precedente ventennio di logoramento economico, la progressiva militarizzazione di un sistema politico in stallo e le conseguenze della pandemia di Covid-19 sembrerebbero aver smorzato infatti ogni velleità dei movimenti giovanili e aver fatto precipitare il Paese in una nuova situazione di instabilità.


L’obiettivo dell’indagine condotta dal centro di Doha è di comprendere la qualità della vita in tredici Paesi Arabi, svolgendo quasi trentamila interviste nel 2019-2020 tra gli abitanti di Medio Oriente e Nord Africa.


Nel 2020, il 30% dei libanesi affermava fosse impossibile criticare il governo senza temere ripercussioni e il livello di democrazia veniva stimato appena sufficiente. Così, nonostante il 67% fosse a favore dei movimenti di protesta, soltanto il 20% degli intervistati aveva partecipato attivamente alle manifestazioni.


La crisi dei combustibili che prosegue da tutto il 2021 è al centro delle recenti proteste. Ad oggi i blackout programmati coprono più ore di quelle in cui la corrente è a disposizione ed è in questo contesto che si svolgeranno le elezioni previste a maggio.


L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha espresso la necessità che i tempi indicati vengano rispettati. Quella che potrebbe però rappresentare un’opportunità, potrebbe anche rivelarsi l’ennesima caduta di un Paese che sembra non riuscire a liberarsi dalle spire di una classe politica confessionale tradizionale, che non abbandona le proprie posizioni.


Infatti la popolazione del Libano è molto giovane e nei prossimi dieci anni potrebbe sostituire la classe dirigente tradizionale. Però a causa delle politiche governative e della corruzione diffusa nella società, quasi il 25% della popolazione vuole emigrare per sfuggire da questa situazione.