• Giovanni Beber

La guerra del grano

I Paesi mediorientali e nordafricani sono lontani dall’epicentro dalla guerra tra Russia e Ucraina. Ciò nonostante il conflitto avrà importanti ricadute anche sull’area del MENA (Middle East and North Africa). La sicurezza alimentare è una problematica le cui conseguenze potrebbero assumere un impatto sempre maggiore nei mesi a venire.

Russia e Ucraina sono tra i maggiori esportatori di grano. Nel 2019 queste due nazioni erano responsabili della distribuzione di più del 25% di questo cereale nel mondo, anche e soprattutto verso i Paesi del MENA.

Tra questi spicca la Turchia che, stando al report dell’Observatory of Economic Complexity, si collocherebbe tra i cinque maggiori importatori di grano al mondo. Circa metà del grano consumato sulla penisola è d’importazione, e l’85% di questo proviene da Russia e Ucraina.


Nei mesi scorsi a Istanbul si erano già formate lunghe code davanti ai forni in attesa di comprare pane a prezzi agevolati. Dallo scoppio del conflitto, la situazione è andata sempre peggiorando.

Per il momento il governo turco assicura di poter sopperire alle necessità della popolazione, ma altri Paesi nell’area si trovano in condizioni ben peggiori.

Due sono i Paesi che destano più preoccupazioni: Egitto e Tunisia.

In merito alla questione Al Jazeera ha intervistato Monica Marks, docente di Middle East politics presso la New York University ad Abu Dhabi: “A differenza della Turchia, molte economie nel mondo arabo dipendono molto dall’importazione di grano. L’Egitto è lo Stato maggiormente dipendente tra quelli della zona. Riceve da Russia e Ucraina l’85% del grano importato […]”.

Per quanto riguarda la Tunisia, il direttore dell’Osservatorio tunisino dell’agricoltura ha dichiarato di aver acquistato quantità di grano sufficienti fino a giugno, ma ne importa da Russia e Ucraina tra il 50% e il 60%.

Karabekir Akkoyunlu, docente in politics of the Middle East presso la School of Oriental and African Studies ha dichiarato ai microfoni di Al Jazeera: “Il pane è stata una causa chiave e simbolica delle rivolte popolari in Egitto e Tunisia negli anni Settanta e Ottanta.”

Se si guarda alla storia recente del MENA, non è da escludere che quella del grano potrebbe diventare una problematica politica e sociale. L’aumento del prezzo del grano tra il 2009 e il 2010 è ritenuto infatti tra le cause delle rivolte arabe del 2011.