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  • Ambra Proto

Top o flop? Il punto sul Liceo del Made in Italy

Novità assoluta preannunciata dal governo Meloni, il percorso è in avvio in 92 scuole del territorio a partire dall'anno scolastico 2024-2025. L'obiettivo? Promuovere il nostro Paese e scoprirne le opportunità.

Diritto ed economia, ma anche scienze e storia dell'arte - con uno sguardo internazionale. Non ancora scemato l'entusiasmo per i percorsi quadriennali e variazioni sul tema, viene introdotto il Liceo del Made in Italy. Va quindi ad aggiungersi al novero dei percorsi superiori cosiddetti "licei": artistico, classico, linguistico, musicale e coreutico, scientifico (con doppia opzione scienze applicate o sportivo) e scienze umane (con opzione economico sociale).

Il Liceo del Made in Italy è stato introdotto dalla Legge n. 206-2023 e si inserisce all’interno dell’elenco dei licei, a cui fa riferimento l’art.3 del DPR n. 89/2010.

Stando alla piattaforma del Ministero dell’Istruzione e del Merito “UNICA”, si nota come le iscrizioni al Liceo del Made in Italy siano partite il 23 gennaio, portandosi però dietro un certo silenzio ed alcuni nodi da sciogliere.


Liceo del Made in Italy tra luci e ombre

A quanto pare le regioni che hanno aderito alla sperimentazione di questo percorso sono: Sicilia, Lombardia, Lazio, Puglia, Marche, Calabria, Abruzzo, Toscana, Liguria, Piemonte, Veneto, Molise, Basilicata, Emilia- Romagna, Sardegna e Umbria. Da quanto emerge però, la regione Calabria non ha rilasciato le autorizzazioni alle scuole che hanno fatto richiesta di adesione, in quanto non sono ben chiare le prospettive di tale liceo e le finalità.

In realtà le rinunce di adesione sono state molte, sia per mancanza di chiarezza, sia perché alcune scuole non avevano i requisiti necessari richiesti.

Il Ministro Valditara tuttavia ha portato in campo misure che preoccupano molto il mondo della scuola e i sindacati. Dapprima proponendo l’eliminazione dell’indirizzo economico sociale dai Licei di Scienze Umane, facendo confluire al suo interno, i programmi del Liceo del Made in Italy. Successivamente, lo svilimento degli Istituti Tecnici e il conseguente rischio per gli insegnanti, i quali verrebbero sostituiti da professionisti delle imprese, rischiando di andare incontro alla privatizzazione della scuola.

Ultimo ma non meno importante, il Ministro ha spiegato come la tale riforma sarà a costo zero. Ma è possibile? Non è ben chiaro chi e come verranno pagati i formatori, né come verranno finanziati e strutturati i campus tecnico-professionali e la certificazione delle competenze, che saranno presenti all’interno del Liceo del Made in Italy. Il rischio che le famiglie saranno vittime di questa ambiguità è molto alto.

Tuttavia i punti critici non sono solo questi, infatti, ad oggi, non è ancora stato definito il piano di studi per il terzo, quarto e quinto anno.

Sono stati resi noti i primi due anni, mentre per gli altri tre ci sono ancora ombre e domande. Un giovane, quindi, dovrebbe iscriversi al Liceo del Made in Italy, senza essere a conoscenza del programma che seguirà, delle materie che dovrà studiare e del percorso che lo attende.

In conclusione, è evidente come sia tutto poco chiaro e che il Liceo del Made in Italy sia una trovata del governo, del tutto azzardata e fine a se stessa.

 

Nel nuovo anno scolastico 2024-2025 scopriremo di cosa si tratta e con il tempo, quali saranno i risultati a lungo termine. Tuttavia, fino ad allora è lecito trarre le proprie conclusioni e portarsi dietro domande e riserve.




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