• Luigiandrea Luppino

Lieve sciame sismico fra Ala e Brentonico: il terremoto del 22 febbraio 2021 e i precedenti storici


Il terremoto del 22 febbraio 2021 e lo sciame sismico ancora in atto

Sono passati più di due mesi, ormai, da quando, il 22 febbraio 2021, una scossa di terremoto di magnitudo locale (Ml) 3.5 della scala Richter ha interessato l’area del Trentino meridionale, con epicentro fra i comuni di Ala e Brentonico. Il sisma, che si è verificato alle 13:04, ad una profondità di circa 12 chilometri, non ha provocato alcun danno a persone o cose, ma è stato ben avvertito dalla popolazione locale.


Il sisma è stato avvertito a decine di chilometri di distanza. La maggior parte delle segnalazioni è arrivata dai comuni più grandi e popolosi della valle dell’Adige, ovvero Trento e Rovereto, ma la scossa è stata avvertita anche fuori dalle porte del Trentino, in particolare nella città di Verona.


Infatti, come riporta la mappa del sito “Hai sentito il terremoto?”, nella pagina dedicata all’evento, il terremoto sembra aver avuto un risentimento sismico pari al IV grado della scala Mercalli, soprattutto nell’area epicentrale, provocando solo un po’ di apprensione. Come ricorda il Dipartimento della Protezione Civile della Provincia Autonoma di Trento, nel comunicato ufficiale del 23 febbraio 2021, «nelle ore successive alla scossa sismica principale sono seguiti altri terremoti nella medesima area epicentrale e alla stessa profondità. Due di questi hanno presentato magnitudo di poco superiori a 2 e sono stati comunque risentiti dalla popolazione».


Se osserviamo bene, grazie alla lista in tempo reale fornita dall’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), scopriamo che la sequenza sismica ha perdurato nel tempo, con un ultimo lievissimo evento di 1.4 registrato alle 8:31 del 20 aprile. È del tutto normale, ricorda ancora il Servizio Geologico della PAT, che si verifichino scosse d’intensità minore, in gergo anglosassone aftershock, dopo la scossa principale, ovvero il mainshock. In totale, gli eventi superiori a magnitudo 1.0, verificatisi in un raggio di 5 chilometri rispetto a quello del 22 febbraio 2021, comprese le due scosse superiori a magnitudo 2.0 avvenute lo stesso giorno, sono una decina.

I precedenti storici

Nonostante il Trentino non presenti un rischio sismico elevato, al contrario, per esempio, delle regioni del Centro Italia colpite dalle due disastrose sequenze sismiche del 2009 e del 2016-17, anche la nostra Provincia Autonoma, di tanto in tanto, trema. Con una frequenza e un’intensità certamente minori, anche se non mancano eventi storicamente importanti.


Affidandoci sempre al catalogo fornito dall’INGV scopriamo che scosse come quella del 22 febbraio 2021 sono, in realtà, eventi piuttosto comuni nell’area del Trentino meridionale. Dal 1985 ad oggi, quasi ogni anno, si verifica almeno una scossa di magnitudo superiore a 3.0. Proprio il 1985 detiene il record di ben 5 scosse avvenute all’interno del nostro territorio provinciale.


Ogni 10 anni circa, almeno nell’ultimo mezzo secolo, si verifica un terremoto più forte, che può provocare anche qualche lieve danno o peggio. Escludendo i terremoti del 2001 a Merano e del 2004 in provincia di Brescia, avvenuti dunque fuori dalla Provincia Autonoma di Trento, vi sono eventi di particolare rilievo.


Andando a ritroso nel tempo ritroviamo il sisma di magnitudo locale (Ml) 4.4 del 29 ottobre 2011, con epicentro ad Avio. La scossa avvenne alle 6:13 del mattino, svegliando la popolazione locale di soprassalto. Centinaia le chiamate che i vigili del fuoco hanno ricevuto in un’ora. Furono segnalate alcune crepe nei muri di alcune case private e fu chiusa la chiesa di San Nicolò, lievemente danneggiata.


Nel 1999 una scossa di magnitudo 3.7 colpì il comune di Calliano, in questo stesso periodo dell’anno, con ipocentro molto superficiale, individuato a soli 2 chilometri di profondità.


I forti terremoti degli anni Ottanta e Settanta

Uno dei più forti terremoti registrati nel Trentino meridionale è quello avvenuto alle 23:54 del 13 settembre 1989, con una magnitudo pari a 4.7 e un’intensità pari al VI-VII grado sulla scala Mercalli. L’epicentro fu individuato nel comune di Vallarsa, ma la scossa fu ampiamente risentita in quasi tutto il Nord Italia, non solo nelle regioni confinanti di Veneto e Lombardia, ma anche in Friuli-Venezia-Giulia, in Emilia Romagna e nella Liguria di Levante. Le persone, in tutto il trentino, prese dal panico, si sono riversate in strada, ma fortunatamente nessuno è rimasto ferito. «Pochi danni alle cose: qualche cornicione è caduto nei paesi attorno l'epicentro e anche a Trento. Panico anche a Bolzano, Merano, Bressanone e Vipiteno».


Andò peggio nel 1976, quando, alle 6:24 del giorno di Santa Lucia – mentre in Friuli ancora si piangevano i morti del terremoto del 6 maggio – una scossa vicina a magnitudo 5.0 sveglia gli abitanti del Trentino meridionale. Questa volta, i danni sono molto più gravi, specialmente nei comuni dell’Alto Garda. Riva del Garda paga il prezzo più alto in termini di danni. Si conta qualche ferito, fortunatamente nessuna vittima. Una cinquantina le famiglie costrette a evacuare e notevoli i danni, concentrati soprattutto nel centro storico, come si può ben vedere dalla foto d’archivio riportata qui sotto.


Insomma, per quanto il Trentino non manifesti una sismicità così elevata rispetto ad altre zone d’Italia, è sempre bene tenere presente che il terremoto, anche nel nostro territorio, può colpire duramente e che bisogna essere sempre preparati, in qualsiasi momento, a riceverne l’impatto. Non possiamo mai sapere, anticipatamente, quando verrà il prossimo terremoto, perciò non possiamo fare altro che avere ben presente quelli del passato. Solo attraverso la memoria di tali eventi è possibile capire la necessaria importanza di azioni volte alla promozione di una politica ingegneristica rigorosamente antisismica.