• Sabina Villani

Trentino: dopo gli orsi i lupi

Il presidente Fugatti: «Problema di sicurezza pubblica»

OIPA: «nulla è stato fatto per la prevenzione e l'informazione»

Confermata ad oggi la presenza di oltre 20 branchi sul territorio provinciale. Uno attivo tra la Vigolana, Folgaria e il Vicentino. I dati non sorprendono: già l’ultima Relazione grandi carnivori della Provincia di Trento nel 2020 stimava la presenza minima “pari a 17 branchi (o gruppi familiari)”. Ai tempi si parlava di rapida colonizzazione.


Conclusa senza arrivare ad una soluzione la riunione straordinaria del 19 gennaio del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica richiesta dal presidente Fugatti. All’ordine del giorno la questione sempre più pressante della presenza dei lupi sul territorio.


“Appare importante che i rappresentanti istituzionali locali intervenuti quest’oggi abbiano posto il tema della sicurezza pubblica: un approccio che consideriamo quantomai opportuno. Le riflessioni emerse serviranno a definire le azioni future” ha dichiarato Fugatti.

La convocazione d'urgenza si è resa necessaria in seguito all'episodio di sabato 15 gennaio. In zona Malga Seconde Poste di Folgaria, si è assistito all'uccisione di un cane libero da parte di un branco di lupi. Il proprietario sarebbe poi stato accerchiato (senza nessun tentativo di attacco) mentre intento a constatare il decesso dell'animale.


L'organizzazione internazionale protezione animali aveva criticato questa riunione del comitato, chiedendosi su quali presupposti fosse stato convocato se “nulla è stato fatto per la prevenzione e l'informazione.”


Il piano d'azione verrà definito a breve in collaborazione con Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), con la precisazione da parte del presidente Fugatti che “sulla base di eventuali nuovi comportamenti problematici o pericolosi, saremo certamente chiamati a intervenire.”


Le dinamiche emerse nella gestione degli orsi si ripropongono ora coi lupi. Scarse le opere di sensibilizzazione e d'informazione per i cittadini. Permane la narrazione dei lupi come un qualcosa di estraneo alla realtà faunistica del territorio, additando i loro comportamenti come problematici invece di comprenderli ed analizzarli nel loro contesto.


Il fenomeno della predazione di animali domestici è diffuso a livello mondiale. La mancanza di informazioni a livello istituzionale rende però difficile la comunicazione al cittadino che percepisce l’attacco come ingiustificato e incomprensibile, quando questo poteva essere facilmente compreso e prevenuto con semplici accorgimenti.


Nel caso del 15 gennaio, il cane è stato intercettato dai lupi mentre correva libero nel bosco lontano dal suo padrone. Quando il proprietario l'ha rintracciato con il GPS, i lupi si sono mantenuti a debita distanza, abbandonando la loro “preda”, senza cercare di attaccare né l'altro cane che aveva con se il proprietario, né il proprietario in sé.


Un cane libero viene sempre percepito dalla fauna come una minaccia. Nel territorio di un lupo questo viene classificato o come potenziale preda, o come un invasore e rivale. Conseguentemente, la difesa principale dei grandi predatori di fronte ad una minaccia nel proprio territorio è l'attacco.


In altre parole, l'aggressione non è classificabile come immotivata o incomprensibile, ma causata semplicemente da incuria ed ignoranza delle comuni norme di comportamento.


Finora la provincia di Trento ha proposto come soluzioni lo spostare o eliminare il problema dei grandi predatori nel territorio, invece di risolverlo con una doverosa campagna di sensibilizzazione.


A titolo informativo, sono tre le semplici norme che vengono generalmente promosse per le popolazioni residenti in territori frequentati da lupi:



Si ricorda che, a livello territoriale, sono diverse le opere di prevenzione incentivate per gli allevatori. Come riportato sul sito della provincia dedicato ai Grandi carnivori in Trentino:

  • la Provincia Autonoma di Trento provvede all’indennizzo totale di eventuali danni da lupo al bestiame domestico. Questi vanno denunciati al Servizio Foreste e fauna entro 24 ore dalla loro constatazione avvisando la Stazione Forestale più vicina o il coordinatore della reperibilità faunistica reperibile 24 h al 335 770 5966.

  • il Servizio Foreste e fauna fornisce a titolo gratuito le recinzioni per la protezione del bestiame (modulistica per la richiesta reperibile presso gli uffici distrettuali forestali, le stazioni forestali, oppure scaricabile dal sito);

  • la Provincia finanzia fino al 90% della spesa di acquisto per i cani da guardia (pastore maremmano abruzzese);

  • è prevista dalla Provincia la figura di referenti zootecnici per prestare assistenza agli allevatori con opere mirate all'informazione e alla distribuzione di opere di prevenzione.

Si ricorda inoltre che nell’Unione europea il lupo è protetto dalla Direttiva Habitat e la sua caccia non è consentita.